GOOD WORDS – GOOD VIBES

Good words – Good vibes

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GOOD WORDS – GOOD VIBES

Il mestiere di copywriter e l’energia positiva delle parole.

Per spiegare al mio babbo quale sia il mio mestiere gli ho detto “scrivo contenuti per i siti web e i social”, mentre al mio bimbo di 5 anni ho tagliato corto: “scrivo testi”. Ma come in ogni cosa la realtà va ben oltre una semplice definizione o un claim stampato su un biglietto da visita.

Quando ho iniziato a lavorare al mio logo una cosa però mi era chiara. Volevo che venisse percepita l’energia positiva che il mio lavoro è in grado di generare.

Non è un mistero che in molti sottovalutino il lavoro del copywriter o del content editor. “Son bravi tutti a scrivere, lo può fare anche mio cugino”. Ma ognuno ha le proprie competenze, ognuno ha studiato per diventare quello che è, ha investito tempo e risorse per perfezionarsi e migliorare.

La questione non è scrivere bene o scrivere male.

Il punto è come lo fai.

Perché good words good vibes?

Sì, lo so, le good vibes vi ricordano un po’ un surfista biondo abbronzato che cavalca le onde e si diverte un sacco. Beh, allora è decisamente un bel pensiero ma le mie di good vibes sono quelle generate dalle parole belle, le parole giuste.

Molto spesso leggiamo contenuti piatti, vuoti, simili tra loro il cui unico obiettivo è di vendere qualcosa a qualcuno. Sono contenuti senza anima, anonimi. Scritti non per essere letti dalle persone, ma per autocompiacimento, sono egocentrici ed egoriferiti.

Eppure abbiamo a disposizione un tesoro da sfruttare: le parole. Se solo ci accorgessimo di quanto sono importanti, delle loro sfumature, di quanto la loro scelta sia determinante, la zuppa digitale che ci circonda inizierebbe a diminuire.

Credo fortemente che le parole buone, gentili e positive producano pensieri positivi e siano in grado di modificare la nostra percezione delle cose. Bontà delle parole che non sta per ruffianeria o adulazione, ma per genuinità e semplicità.

“Siate impeccabili con la parola”*

Le parole sono potenti.

E questo si nota molto di più al negativo. Le parole feriscono più della spada.

Quante volte l’avete sentito? E se poi siete genitori di bimbi piccoli, quanti di voi stanno lottando con nonni e parenti per evitare frasi del tipo “non essere cattivo, non fare l’asino, come sei furbo”? O se siete alle prese con adolescenti che continuano a ripetersi “sono grassa, sono brutta, non capisco niente”? Ecco, pensate allora l’effetto che le parole possono avere se utilizzate al positivo, in maniera corretta, quanto valore possono creare.

Masaru Emoto, scienziato giapponese, ha dimostrato come l’acqua risponde agli stimoli figurativi esterni. I risultati dei suoi esperimenti dimostrano come i cristalli d’acqua modifichino la propria struttura a seconda dei messaggi che ricevono. Se l’acqua viene sottoposta a vibrazioni di parole e pensieri positivi forma cristalli simili a quelli della neve, se sono vibrazioni di parole e pensieri negativi allora l’acqua reagisce con strutture amorfe e prive di armonia. Non penso sia necessario ricordarvi che il nostro corpo per il 60% è composto d’acqua.

Ecco allora, parole buone, energia positiva. Semplice, no?!

Scegliere le parole giuste per raccontarsi, per spiegare la propria attività, quello che si fa e ciò in cui si crede è vitale per dare la giusta credibilità al proprio lavoro. Attenzione, good vibes non vuol dire “volemose tutti bene” e mandare in caciara i propri testi. Significa trasmettere i propri valori attraverso la scelta attenta e mirata delle parole che si utilizzano.

Per questo il mestiere del copywriter va al di là della scrittura di testi: ancora prima di scrivere c’è tutta la fase che riguarda la ricerca. Studiare le parole, quali possono essere utili a veicolare il messaggio, quali sono troppo inflazionate, quali sono vuote, quali sono più precise.

Scegliere le parole giuste per rappresentare la propria essenza e farla arrivare al lettore.

Fate attenzione alle parole che scegliete per descrivervi: good words, good vibes!

Fabiola

*Don Miguel Ruiz, I quattro accordi.

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